Cinese riciclava il denaro sporco dei narcos di ‘ndrangheta, confiscati i beni

in Cronacaprovincia di CrotoneReggio Calabria
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Una confisca definitiva, emessa dal Tribunale di Bologna, e del valore stimato di circa tre milioni di euro, ha colpito un’imprenditrice di origine cinese che risiede a Casalecchio di Reno, popoloso centro del bolognese. L’indagata è stata condannata a tre anni e dieci mesi di reclusione per riciclaggio. Secondo gli investigatori avrebbe gestito un complesso sistema economico finalizzato al reimpiego di capitali sporchi derivanti dal traffico internazionale di droga gestito in Emilia Romagna da gruppi legati alla ‘ndrangheta calabrese, in particolare cosche reggine e crotonesi.

Le indagini della Dda

L’operazione giunge al termine di mirati accertamenti economico-patrimoniali durati per quasi due anni, svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo emiliano sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia locale.

Lo Stato ha così incamerato tre società attive nel settore immobiliare e delle sale da gioco, oltre a sedici immobili, tre rapporti finanziari e più di 150 mila euro in contanti.

Un risultato importante

Come sostengono gli inquirenti, si tratta di un risultato importante quello ottenuto oggi e che testimonia lo sforzo costante nel contrastare la penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico sano della regione del centro Italia, da decenni ormai al centro degli appetiti criminali della ‘ndrangheta calabrese.

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