Un importante convegno, intitolato “Il futuro dei parchi e delle aree protette alla luce dei nuovi indirizzi normativi”, ha animato il Centro Visite “Villa Vittoria” a Mongiana (nel vibonese), nel weekend appena trascorso del 4 e 5 ottobre. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Regionale Cai Tam (Tutela Ambiente Montano) in collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Mongiana e il Parco Naturale Regionale delle Serre, ha riunito istituzioni, enti di tutela ambientale e rappresentanti del Club Alpino Italiano.
La cooperazione e il dialogo
L’evento, coordinato da Loredana Rodà, ha registrato una grande partecipazione ed è servito anche come corso di aggiornamento per i titolati Tam del Club Alpino Italiano.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Giuseppe Tedesco, Presidente regionale Cai Tam Calabria, Giuseppe Greco, Presidente Gr Cai Calabria e Piergiorgio Iannaccaro, Presidente Sezione Cai Catanzaro.
Tutti hanno evidenziato l’importanza cruciale della cooperazione tra istituzioni e società civile per la salvaguardia delle aree protette. È stata sottolineata la necessità di un dialogo costante tra enti, cittadini e mondo accademico per contrastare l’isolamento e lo spopolamento di molte realtà calabresi e promuovere una cultura condivisa della tutela del territorio.
La tutela e la biodiversità
Il Ten. Col. Rocco Pelle, Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Vibo Valentia, ha illustrato le attività svolte a Mongiana. Ha evidenziato il continuo lavoro di tutela e monitoraggio delle riserve naturali e delle specie autoctone, evidenziando le potenzialità del Centro Visite “Villa Vittoria”.
Un punto focale è stato il successo del recupero del cervo italico, reintrodotto anche grazie al monitoraggio tramite fototrappole. Il Comandante ha anche ricordato il fondamentale percorso di riforestazione avviato dagli anni ’50 grazie all’impegno dell’ASFD (Azienda di Stato per le Foreste Demaniali), che portò alla piantumazione di un milione di alberi e al ripristino dell’equilibrio ecologico in tutta la Calabria.
A seguire, Maria Prigoliti del Dipartimento Ambiente e Paesaggio della Regione Calabria, ha spiegato il ruolo strategico della Rete Natura 2000, specificando che i progetti di pubblico interesse devono essere “realmente indispensabili e sostenibili per il territorio”.

Gli Appennini e la legge 394
Nel pomeriggio, Filippo Di Donato, Coordinatore nazionale del Gruppo di Lavoro CAI “Parchi e Aree Protette”, ha ribadito che l’alpinismo e la frequentazione consapevole della montagna devono procedere di pari passo con la difesa dell’ambiente montano. Ha evidenziato la ricchezza degli Appennini, spesso trascurati ma fondamentali per la biodiversità italiana. Di Donato ha inoltre richiamato la Legge quadro sulle aree protette n 394 del 1991, che resta il punto di riferimento normativo per la gestione dei parchi naturali.
Il convegno si è chiuso con l’intervento di Valentino Santagati, del Coordinamento regionale “Controvento”, che ha posto l’attenzione sui rischi di un modello di sviluppo economico illimitato.
Santagati ha invitato a ripensare il rapporto tra uomo e natura, promuovendo una nuova visione del paesaggio calabrese come spazio di vita e non come risorsa da sfruttare.
L’escursione didattica
La seconda giornata è stata dedicata a un’escursione guidata da Giovanni Nadile, Educatore Ambientale, e Luigi Cavallaro, Appuntato Scelto QS, presso il Centro Visite “Villa Vittoria”, un simbolo della storia forestale di Mongiana. L’occasione ha permesso una conoscenza diretta del territorio e delle attività di tutela condotte dai Carabinieri Forestali.
L’iniziativa ha messo in rete esperienze, competenze e visioni diverse per costruire un futuro in cui la tutela ambientale sia una responsabilità condivisa.






























