La ‘ndrangheta globale e gli affari coi cartelli americani, summit in Argentina

in Cronacaprovincia di Calabria
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Le sale di Buenos Aires ospitano da ieri e fino domani, 29 aprile, un incontro cruciale per la sicurezza transoceanica. Il workshop operativo del progetto I-can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) ha riunito i massimi esperti per fare il punto sulla penetrazione della criminalità calabrese nel continente americano.

Il vertice a Buenos Aires

L’evento, coordinato dalla Direzione centrale della polizia criminale e dal Segretariato generale Interpol, punta a trasformare la raccolta di informazioni in azioni concrete.

Ad aprire i lavori sono stati il commissario generale Luis Alejandro Rolle, capo della Polizia federale argentina, e Simone Pioletti, primo dirigente della Polizia di Stato e leader del progetto, pronti a serrare le fila contro una minaccia che non conosce confini.

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Alleanze e tecnologia

Tra i banchi siedono investigatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza, della Dia e della Dcsa, insieme a 35 detective provenienti da dodici paesi americani: Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti (con l’FBI) e Uruguay.

L’analisi si concentra sui legami operativi che la ‘Ndrangheta stringe con gruppi potenti come il Primeiro comando da capital brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano, o il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano.

Non si parla solo di traffici tradizionali: i moderni broker della droga utilizzano il Dark web, le Cripto valute e l’Intelligenza artificiale per riciclare denaro, agendo come una vera e propria holding finanziaria capace di adattarsi a ogni innovazione digitale.

I successi della task force

I numeri presentati durante il meeting confermano l’efficacia della strategia sostenuta dal prefetto Raffaele Grassi. Dal 2020 a oggi, ben 21 esponenti della ‘Ndrangheta sono stati catturati in America, di cui 18 erano latitanti. Solo nel 2025, la caccia ai ricercati ha portato all’arresto di tre soggetti in Colombia e uno in Costa Rica.

Un modello di eccellenza, riconosciuto dai programmi Empact ed El pacto 2.0, che ha permesso di formare circa 2500 investigatori in tutto il mondo.

Con 176 arresti globali effettuati dall’inizio del progetto, di cui 73 nell’ultimo anno, la cooperazione internazionale si dimostra l’unica arma efficace per colpire il cuore del narcotraffico mondiale.

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