Le prime luci dell’alba hanno dato il via a una vasta operazione della Polizia di Stato che ha scosso diverse province italiane. Da Vibo Valentia a Milano, passando per Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Rovigo e Viterbo, gli investigatori hanno eseguito un’ordinanza cautelare contro 54 soggetti. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico di stupefacenti.

Crimini e territorio
Il quadro delineato dagli inquirenti narra di una fitta rete criminale dedita a tentati omicidi, estorsioni e detenzione di armi ed esplosivi.
Tra i reati contestati figurano anche il trasferimento fraudolento di valori e persino l’uccisione di animali, il tutto aggravato dal metodo mafioso.
Non mancano poi le lesioni aggravate, la ricettazione, il danneggiamento aggravato, la violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale, la procurata inosservanza di pena e il favoreggiamento personale. Tutti aggravati dal metodo o dall’agevolazione mafiosa.
L’operatività della Locale
L’inchiesta mira a riscontrare la piena operatività della Locale di ‘ndrangheta dell’Ariola e, in particolare, della ‘ndrina facente capo alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne, attive nei comuni del cosiddetto comprensorio delle Serre vibonesi.
Secondo gli inquirenti per gli aspetti legati al traffico di droga, sarebbe stato coinvolto Marco Ferdito, l’ex capo ultras dell’Inter già interessato dall’operazione “Doppia Curva” di Milano.
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Tra carcere e domiciliari
La custodia in carcere è stata applicata per Gerardo Accorinti, Ferdinando Bartone, Antonio Campisi, Antonio Carnovale, Michele Carnovale, Giovanni Castagna, Maurizio Castagna, Domenico Chiera, Giuseppe Chiera, Michele D’Angelo, Bruno Emanuele, Caterina Emanuele, Gaetano Emanuele, Nazzareno Salvatore Emanuele, Giovanni Emanuele, Salvatore Emanuele, Marco Fredico, Giuseppe Giampaolo.
Ed inoltre per, Antonino Grillo, Arianna Idà, Francesco Idà, Franco Idà, Michele Idà, Giovanni La Bella, Santo Livoti, Damiano Mamone, Filippo Mazzotta, Giuseppe Parisi, Pietro Parisi, Giuseppe Santo Procopio, Michele Raso, Michele Ripepi, Alessio Sabatino, Vincenzo Sabatino, Gianluca Serrao, Aurelia Klaudia Solecka, Marco Stramondinoli, Gregorio Suriani, Domenico Tassone, Simone Tassone, Vincenzo Vallelunga, Salvatore Zannino, Gaetano Zupo.
Sono stati messi ai domiciliari, invece Marco Idà, Michele Idà (Cl. ’97), Domenico Nardo e Domenico Zannino.
L’obbligo di dimora, infine, è stato deciso per Michelangela Alessandria, Lucia D’Agostino, Marco Fiorillo, Sascha Rosaria Andrea Fortuna, Domenico Giardino, Ivano Idà, Valerio Leandro e Carmelo Ripepi.

L’operazione
L’operazione – coordinata dalla distrettuale di Catanzaro e condotta dalla I Divisione dello Sco, dalla Squadra Mobile di Vibo e dalla Sisco di Catanzaro – vede attualmente impegnati circa 350 uomini, con l’impiego di tutti gli assetti specializzati del Servizio Centrale Operativo e la partecipazione di investigatori provenienti da diverse Squadre Mobili, oltre ad Unità Operative di Primo Intervento, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile (sia antiesplosivo che antidroga), artificieri, specialisti della Scientifica e del Reparto Volo.
Dettagli in Procura
I dettagli dell’inchiesta saranno svelati durante la conferenza fissata alle 10: 30 presso la Dda di Catanzaro. All’incontro parteciperanno il Procuratore Capo, il Direttore del Servizio Centrale Operativo e il Questore di Vibo Valentia.
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