Arriva oggi a sentenza il processo di secondo grado nato dall’inchiesta Petrolmafie Spa. La Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta da Roberta Carotenuto insieme a Giovanna Mastroianni e Carmela Tedesco, ha emesso stamattina il verdetto che rimescola profondamente le carte rispetto al primo grado del dicembre 2023. L’inchiesta, che ha svelato i tentacoli della ‘ndrangheta nel business del petrolio, vede ora una serie di rideterminazioni delle pene e alcune assoluzioni eccellenti che segnano un punto di svolta nel percorso processuale.
Inchiesta Petrolmafie: trentacinque condanne, trent’anni al boss Mancuso

L’assoluzione eccellente
Il dato più rilevante riguarda la figura di Salvatore Solano, già presidente della Provincia e sindaco di Stefanaconi, il cui Comune era stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
Nonostante la Procura avesse chiesto per lui una condanna a 8 anni di carcere, i giudici lo hanno completamente assolto, ribaltando la sentenza di primo grado che gli aveva inflitto un anno con pena sospesa. Una decisione di peso che arriva dopo mesi di accese discussioni legali e politiche sulla sua posizione.
Le pene ridotte
Per i principali protagonisti del filone investigativo, ovvero i cugini di Solano, i giudici hanno optato per un sensibile sconto di pena.
Giuseppe D’Amico, che in primo grado era stato condannato a ben 30 anni, ha visto la sua pena rideterminata a 16 anni. Allo stesso modo, il fratello Antonio D’Amico passa da una condanna di 18 anni e 10 mesi a una di 15 anni.
Rimane invece pesante la posizione dell’ex consigliere comunale di Vibo Valentia, Francescantonio Tedesco, condannato a 10 anni di reclusione per reati che spaziano dall’associazione mafiosa all’estorsione e al riciclaggio.

Il verdetto completo
Il lungo elenco dei condannati include Anna Bettozzi a 4 anni e 2 mesi, Silvana Mancuso a 11 anni e Antonio Prenesti a 12 anni e 6 mesi.
Altre riduzioni significative hanno riguardato Felice D’Agostino e Virginia Di Cesare, entrambi condannati a 3 anni e 9 mesi, mentre Giuseppe Terranova ha ricevuto 10 anni.
Sono stati invece assolti Carmelo Fabretti e Cesare Nicola Limardo, mentre per Salvino Frazzetto ed Emanuela Scevola la corte ha dichiarato il non doversi procedere. Confermate infine le condanne per Francesco D’Angelo a 10 anni e Rosamaria Pugliese a 7 anni e 3 mesi.
Per conoscere i dettagli che hanno portato a questo nuovo assetto bisognerà attendere 90 giorni, termine entro il quale verranno depositate le motivazioni della sentenza.

Le decisioni dei giudici
Queste, in ordine, e ricapitolando, le decisioni dei giudici d’Appello: Giuseppe D’Amico, 16 anni, Antonio D’Amico, 15 anni, Antonio Prenesti, 12 anni e 6 mesi, Silvana Mancuso, 11 anni, Giuseppe Ruccella, 10 anni e 6 mesi, Francescantonio Tedesco, 10 anni, Giuseppe Terranova, 10 anni, Francesco D’Angelo, 10 anni, Rosamaria Pugliese, 7 anni e 3 mesi, Anna Bettozzi, 4 anni e 2 mesi, Gennaro Gravino, 3 anni e 10 mesi, Felice D’Agostino, 3 anni e 9 mesi, Virginia Di Cesare, 3 anni e 9 mesi, Benedetto Avvinto, 3 anni e 5 mesi, Giuseppe Fasulo, 3 anni e 3 mesi, Ernesto Tortora, 2 anni e 4 mesi, Francesco Monteleone, 2 anni, Sebastiano Foti, 1 anno e 10 mesi, Paolo Lipari, 1 anno e 8 mesi, Nazzareno Matina, 1 anno e 8 mesi, Petkov Petyo Zhelev, 1 anno e 8 mesi, Roberto Trovato, 1 anno e 6 mesi, Salvino Frazzetto, non doversi procedere, Emanuela Scevola, non doversi procedere, Carmelo Fabretti, assolto, Cesare Nicola Limardo, assolto, Salvatore Solano, assolto




























