La grottesca vicenda dell’assalto del Sindaco Voce al consigliere Ioppoli si arricchisce ogni giorno di nuovi pronunciamenti. La materia evidentemente si presta: prima l’aggressione; poi le dimissioni lagrimevoli, quale alto momento di consapevolezza etico-istituzionale; successivamente i pianti e le invocazioni di vedove e figli devoti, altrimenti abbandonati ad un destino gramo ed indigente; per concludere con l’adesione del Sindaco reprobo alle preghiere degli orfani ed il ritiro delle dimissioni, senza neppure dare il tempo ai dolenti di poter insistere negli alti lai ed aspri duoli, tale e tanta era la labilità del pentimento e del sussulto di responsabilità.
> di Diderotto
Ma il problema è che l’inguacchio non è sfumato nell’oblio, non ha trovato l’immediata requie. In molti sono intervenuti con seccata decisione ad offrire una lettura degli eventi senza alcuna inclinazione indulgente e perdonista, dall’ex Onorevole Sergio Torromino alla Segreteria cittadina di Fratelli d’Italia, dal consigliere comunale Giuseppe Fiorino al responsabile M5S, da esponenti civici a formazioni politiche locali.
La tenuta democratica
Dulcis in fundo, è intervenuta l’Onorevole cinquestelle Vittoria Baldino, che, in Parlamento, ha prodotto un’interrogazione che interpella direttamente il Ministero degli Interni, ma anche la Prefettura di Crotone, circa la tenuta democratica dell’istituzione comunale e l’opera di vigilanza e controllo da parte degli Organi dello Stato, conferendo alla tragicomica vicenda crotonese un respiro nazionale. Siamo approdati oltre Terni e Bandecchi!
A me, però, intriga anche un altro risvolto, diciamo totalmente politico. Se sommassimo le dichiarazioni ferme ed inequivocabili di Torromino e Fratelli d’Italia in loco, oltre a quelle di cespugli vari che hanno magari a volte amoreggiato in Città con questa maggioranza consiliare, al disturbo che il fatto potrebbe provocare al Centro Destra a livello nazionale, non sarebbe sicuramente peregrino pensare che si potrebbe aprire uno scenario nuovo e non arginabile dai proconsoli regionali e locali.
Un nuovo scenario?
Il dubbio è corroborato dalla considerazione che il Sindaco Voce, tutto preso dalla necessità preelettorale di darsi una Patria, ha immediatamente quanto clamorosamente riesumato la sua matrice civica.
Ora, se questo è, per quale motivo FI, FdI e Lega, a Roma come a Crotone, dovrebbero caricarsi il disturbo di uno spurio a tutti gli effetti?
Non potrebbero, invece, farsi tentare da uno sbolognamento indolore per reclamare un azzurro, un figlio della lupa o un “carroccista” alla prossima guida della Città? La logica non osterebbe.
Salva natura e confessabilità del patto di ferro personale del Nostro Eroe con Occhiuto e Ferrari, finora impermeabili ad avvenimenti e risvolti etici del surrichiamato, probabilmente funzionale oltre la dignità ai disegni imperscrutabili che riguardano la Calabria, i calabresi e tutta la prenditoria all’opera sull’intera regione.
































