L’interpretazione di norme, leggi e circolari può portare alla creazione di zone grigie che complicano testi altrimenti chiari e palesi. E delle volte, per diramare ogni dubbio, basterebbe una semplice domanda secca.
> di Francesco Placco
Ci troviamo di fronte a propaganda elettorale oppure no? Partiamo da questa domanda, che in tanti ci stiamo ponendo oramai da un mese, ossia dal 9 aprile scorso, quando sono comparsi in diversi punti della città alcuni cartelloni pubblicitari ritraenti il volto di diversi candidati al Consiglio Comunale. A volte senza alcun simbolo di partito, nessun riferimento a liste, né inviti al voto. Solo un volto sorridente o determinato, una frase ad effetto, un invito alla “continuità” o al “cambiamento” o a chissà cos’altro.
Dai visi sui cartelli ai post social
Delle stampe molto semplici, spesso identiche ad altri progetti grafici rilanciati sui social dagli stessi aspiranti consiglieri, lì esposti con tanto di simboli e date della tornata elettorale.
A meno di non voler intendere questi cartelloni come curiosi progetti di personal branding o sponsorizzazioni professionali, è lecito domandarsi se ci troviamo di fronte a vera e propria propaganda elettorale, anche se un po’ edulcorata?
Fatto sta che questi cartelloni, affissi da un mese, al momento non sembrano aver attirato alcuna attenzione, nonostante alcuni si trovino finanche a sole poche centinaia di metri dalla Prefettura e dalla sede della Polizia Locale.
Eppure, proprio le Prefetture hanno recepito e trasmesso ai Comuni la circolare DAIT 41 del 17 aprile scorso, circa la definizione degli spazi di propaganda elettorale e conseguenti limiti e divieti.
Circolare recepita dal Comune di Crotone con la delibera di giunta 162 del 22 aprile, ed applicata con successiva delibera 175 del 29 aprile, nella quale sono stati definiti gli spazi di affissione per i manifesti.
La linea sottile tra lecito e abuso
Sia ben chiaro: la propaganda elettorale sui cartelloni pubblicitari (i cossiddetti 6×3) non è vietata a prescindere. Và però normata dal Comune, che deve prevedere sistemi di par condicio ed individuare spazi da destinare a queste affissioni.
Inutile dire che il Comune di Crotone non lo ha fatto, prevedendo i soliti spazi elettorali sui cartelloni metallici già posizionati in città.
E quindi: è o non è propaganda elettorale? Basta che non ci sia un simbolo per escluderla, o è palese per il semplice fatto che i diretti interessati siano candidati in varie liste?
Perché se lo fosse, oltre ad essere posizionati abusivamente, sarebbero stati affissi anche prima dell’inizio della campagna elettorale effettiva.
Circostanze che potrebbero prevedere sanzioni e, sopratutto, delle rimozioni? La domanda, a questo punto, la giriamo direttamente alle autorità competenti.































