“Multati per una pasta ceci e un bicchiere di vino”, l’ira della “Steven Tyler”

in Cronacaprovincia di Crotone
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Un caso clamoroso che scuote la popolosa comunità di Cotronei dopo la notifica di tre pesanti sanzioni. Giovedì scorso, 9 luglio, i carabinieri della Stazione locale hanno infatti notificato al presidente dellAssociazione Culturale Steven Tyler, l’avvocato Antonio Grassi, tre verbali di contestazione amministrativa per un totale di oltre 15mila euro. Gli investigatori gli contestano la somministrazione di alimenti senza una preventiva segnalazione certificata di inizio attività, l’occupazione di suolo pubblico e la manifestazione non autorizzata. Il tutto dopo una serata, il 1° luglio scorso, in via Sgrò, organizzata per celebrare un quadro di Steven Tyler, icona del rock mondiale e concittadino onorario: come noto la sua famiglia è originaria proprio di Cotronei. Durante l’evento, a cui partecipavano circa venti persone, l’associazione ha offerto in modo gratuito un piatto di pasta e ceci e un bicchiere di vino.

La segnalazione del Sindaco

L’aspetto più controverso della vicenda emerge dall’accesso formale agli atti amministrativi eseguito dai diretti interessati. La segnalazione non è partita da un normale cittadino, bensì da Antonio Ammirati, primo cittadino del Comune e presidente della Provincia di Crotone (in quota Forza Italia).

Come spiega Grassi nella relazione di servizio redatta dai militari si legge che il comandante della stazione, mentre si trovava al municipio, veniva “rimproverato” dal sindaco, che riferiva come l’associazione avesse realizzato una manifestazione pubblica ed esprimendo “particolare disappunto per le modalità con cui l’iniziativa era stata organizzata”.

“Si tratta della prima volta nella storia del paese in cui un gruppo culturale viene punito per aver offerto un rinfresco locale, su impulso di chi dovrebbe invece creare aggregazione”, ricorda ancora il presidente.

L’atto politico e le reazioni

Grassi non usa mezzi termini per definire l’accaduto e contesta duramente la condotta dei vertici comunali. Per lui si tratterebbe di un paradosso istituzionale evidente: “È più evidente che questo non è un atto amministrativo. È un atto politico. È un accanimento istituzionale contro Steven Tyler e contro l’associazione che lo rappresenta, la quale con zero fondi pubblici, porta il nome di Cotronei e di Steven Tyler nel mondo”.

I membri del direttivo considerano dunque il provvedimento come un tentativo “subdolo e misero” mirato a delegittimare chi produce cultura spontanea.

Grassi conclude annunciando che i documenti saranno resi pubblici e lancia la sfida finale: “Noi, orgogliosi di essere custodi di un patrimonio culturale di immensa ricchezza che tutto il mondo ci invidia, non ci fermeremo e non ci fermeranno. Continueremo a fare cultura, anche se ci costa 15.000,00 euro”.

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