Si è svolta ieri la prima udienza davanti al Gup del Tribunale di Castrovillari in merito al grave disastro ambientale di Scala Coeli, avvenuto il 22 giugno del 2023. Durante la seduta, l’avvocato Rodolfo Ambrosio del Ceag Calabria ha ufficializzato la costituzione di parte civile per il Circolo Legambiente Nicà Aps, Legambiente Calabria e Nazionale. Agli indagati sono contestati diversi reati, tra cui quello di disastro ambientale, per via della devastante fuoriuscita di circa 15mila metri cubi di percolato dalla discarica di rifiuti speciali in località Pipino, di proprietà della società Bieco Srl. Percolato che si è riversato nel reticolo idrografico del fiume Nicà, fino a raggiungere il Mar Ionio. L’udienza è stata rinviata al prossimo 10 novembre, mentre l’associazione ambientalista ha ribadito piena fiducia nella magistratura.

L’origine della vicenda
L’emergenza era esplosa nella mattinata del 22 giugno di tre anni fa, quando il crollo e il cedimento di una tubatura dell’impianto di avevano provocato la fuoriuscita del liquido.
Il flusso di percolato si era incanalato nei torrenti adiacenti arrivando in breve tempo nel Nicà, corso d’acqua che segna il confine tra le province di Cosenza e Crotone, per poi sfociare direttamente in mare.
L’impatto fu immediato e drammatico, spingendo le autorità competenti e le forze dell’ordine ad avviare le prime operazioni di emergenza e a porre sotto sequestro l’intera struttura per accertare le dinamiche dell’accaduto.

Percolato nel fiume Nicà: indagati società, appaltatori e tecnici della discarica di Scala Coeli
Gli sviluppi delle indagini
Le complesse indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Castrovillari hanno successivamente portato all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi soggetti, tra cui vertici della società Bieco Srl, tecnici, responsabili dell’impianto e appaltatori.
Gli accertamenti della magistratura puntano a dimostrare le presunte responsabilità legate sia alla realizzazione dei lavori di ampliamento della discarica, sia al posizionamento di condotte ritenute non a norma.
L’inchiesta mira a chiarire eventuali omissioni o condotte che potrebbero aver causato il cedimento strutturale, trasformando un malfunzionamento tecnico in un vero e proprio disastro ambientale per l’intero territorio costiero.
Discarica Scala Coeli, chiesto il rinvio a giudizio per disastro ambientale































