Tis senza tutele e con risposte parziali, Usb dichiara lo stato d’agitazione

in Attualitàprovincia di Calabria
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L’incontro di ieri, venerdì 4 settembre, tra la USB Federazione del Sociale e il Dipartimento del Lavoro della Regione Calabria, alla presenza dell’assessore Giovanni Calabrese, ha riacceso i riflettori sulla difficile condizione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale. Nonostante gli anni di servizio prestati negli enti locali, nelle scuole e nei parchi, i lavoratori si trovano ancora in una fase di forte incertezza. Il sindacato denuncia un continuo ridimensionamento delle garanzie, ribadendo la necessitò di contratti di lavoro stabili, a tempo indeterminato e a orario pieno, per superare definitivamente la piaga del precariato storico nella regione.

Le richieste per idonei ed esclusi

Per superare lo stallo attuale, il sindacato ha così avanzato delle precise proposte operative. Si chiede che i Comuni possano attingere alle graduatorie attive dei territori vicini o appartenenti allo stesso Centro per l’Impiego.

Si richiede inoltre di riformulare le prove di idoneità per offrire una seconda possibilità a chi e stato escluso. Per i tirocinanti rimasti fuori, la richiesta e di un sostegno al reddito di sei mesi attraverso un percorso orientato alla stabilizzazione presso la Regione, gli enti regionali, la Sorical o l’Arpal, evitando l’impiego nel settore privato.

I sostegni economici e gli over 60

C’è poi apprensione per gli oltre 70 tirocinanti che da mesi non ricevono alcuna forma di sostegno economico. La Regione ha annunciato che il decreto per l’erogazione di 2.100 euro è in fase di definizione, promettendo il saldo a breve tramite l’Arpal.

Sul fronte delle uscite volontarie, la USB sollecita una buonuscita di 54mila euro, pari all’investimento previsto per ogni lavoratore stabilizzato.

Per chi ha superato i 60 anni di età, si chiede la possibilità di aggregazione volontaria e l’adeguamento del contributo mensile di 631 euro, giudicato insufficiente.

Verso la mobilitazione di settembre

La Sigla, tramite il dirigente Saverio Bartoluzzi, ha proclamato così lo stato di agitazione fino all’11 settembre. In assenza di atti formali o impegni vincolanti da parte delle istituzioni, il sindacato è pronto ad avviare una mobilitazione serrata. La prima protesta è già fissata per il 15 settembre presso la Cittadella Regionale.

I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come non sia più tempo di attendere modifiche normative o promesse, chiedendo risposte immediate a tutela della dignità di chi ha garantito per anni i servizi pubblici in Calabria.

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