Oltre 4mila presenze complessive e più di 100 iscritti ai laboratori coronano la 12ª edizione di Felici e Conflenti, che dal 27 al 31 luglio scorsi ha riunito a Conflenti suonatori, ricercatori, appassionati e turisti da tutta Italia e dall’estero. Per cinque giorni laboratori di musica, danza e canto, attività per bambini, pranzi sociali, cammini e concerti hanno animato il borgo.

Un successo di comunità
«Quest’anno Felici e Conflenti è stata ancora di più una festa di comunità» dichiara Alessio Bressi, direttore artistico e co-ideatore del progetto.
«L’intero paese ha contribuito concretamente alla riuscita della manifestazione. Dall’accoglienza alla preparazione dei momenti conviviali, dalla cura degli spazi al sostegno delle diverse attività, ciascuno ha messo a disposizione tempo, energie e relazioni. È questa disponibilità collettiva a dare forma ogni anno a Felici e Conflenti e a renderla una festa realmente condivisa».
Momenti di grande richiamo
Tra gli eventi più significativi della manifestazione spiccano il trekking Confluenze Sonore con l’incontro all’Antico Mulino di Conflenti Superiore, la Serenata a Maria nella Basilica della Madonna di Visora, i concerti dei Mascarimirì e dei Parafoné, oltre alle feste tradizionali fino al conclusivo Ballo del Ciuccio.
L’evento del 2026 ha visto anche la partecipazione di Tanya Landau, dottoranda in etnomusicologia alla Northwestern University di Chicago, giunta per presentare la propria ricerca sui festival di musica tradizionale in territorio calabrese.

Impegno che dura tutto l’anno
Il festival è il punto d’arrivo di un lavoro svolto costantemente dall’associazione per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area Reventino Savuto.
In questo ambito rientra l’avvio di laboratori permanenti dedicati alla filatura al telaio e alla costruzione degli strumenti musicali, con particolare attenzione alla zampogna.
«I risultati di questa edizione confermano la crescita di Felici e Conflenti e ci spingono a dare sempre maggiore continuità al lavoro avviato» sottolinea Giuseppe Gallo, presidente dell’Associazione Felici e Conflenti. «Il progetto si sta consolidando sempre più come un presidio culturale stabile, capace di mantenere vive le pratiche del territorio e creare occasioni di incontro anche al di fuori delle giornate estive».































