Elezioni comunali: “Cosa serve alla Città di Crotone”

in Politicaprovincia di Crotone
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di Salvatore Barresi

Alla Città di Crotone, per un futuro migliore, serve un circuito positivo di classe dirigente. Non ci si può permettere che l’Amministrazione comunale sia consegnata volta per volta a gruppi limitati e spesso rapaci, con orizzonti di breve periodo e con gli esiti che quotidianamente leggiamo sulle pagine dei giornali.

Le elezioni amministrative sono una buona occasione per creare un circuito positivo di nuova classe dirigente, che non significa giovani rampanti scelti dalle classi sociali della borghesia, tenuta, più o meno nella naftalina in questi anni. Né significa estrarre conigli o conigliette dai cilindri delle associazioni sociali.

È evidente, oggi più che mai, costruire una trama di soggetti che possono scaturire vocazioni e disponibilità ad assumere responsabilità, disinteressate. Tutti quindi sono chiamati in causa, vicini e lontani dalla politica e dai politicanti, importante che abbiano una visione strategica della città e con le competenze per poter piantare alberi e costruire una foresta di iniziative di sviluppo per creare nuovo lavoro.

Consegnare la città di Crotone a gruppi limitati, o a servi di qualche fantomatica lega di potere, è il rischio che si corre se non si delinea il ‘profilo’ del candidato Sindaco e se non si indicano i giocatori della squadra di governo locale. I fallimenti di questo territorio sono tanti e tutti devastanti sia sotto il profilo sociale che economico, famiglie allo sbando, povertà assoluta, disoccupazione lacerante. Tutto provocato non dalla sfortuna ma dalla incuria e incompetenza degli uomini che fin qui hanno governato la cosa pubblica.

Dare respiro alla nostra città di Crotone, questo è l’impegno del prossimo Sindaco che dovrà rispondere a un senso di malessere, di disagio, di protesta e dare un segno di cambiamento, di fiducia. Soprattutto di questi tempi è vitale per la società crotonese, cercare un profilo di un Sindaco sano e ottimista, non corrotto dall’acido della mala politica. L’ottimismo, è evidente come il sole che illumina, non s’impone per decreto o per delibera di consiglio, né si crea attraverso un sofisticato sistema di comunicazione, come qualche “spazzaturaio” sta facendo, con soldi pubblici, in questo periodo pre-elettorale. Ma si possono costruire percorsi positivi, di una politica che dà risposte e non drena, ma valorizza le energie.

Innanzitutto abbassando e soprattutto razionalizzando la pressione fiscale della IUC – imposta unica comunale o della futura Local Tax. E poi, rilanciando l’amministrazione centrale e le sue società in house, dunque, il tessuto di vita e di sviluppo locale. Siamo tutti consapevoli che chiunque andrà ad occupare lo scranno più alto della carica di primo cittadino, sa che è un problema di risorse, di vincoli e non solo. È importante, per superare una percezione di stallo e d’ingovernabilità, pensare positivo e ritrovare un circuito di classe dirigente di servizio.

Cittadini, partiti politici e movimenti sanno che è un’alchimia molto delicata. Ma, oggi più che mai, è un orizzonte strategico. Le forze politiche, o gli aggregati di gruppi, sono consapevoli che se non c’è un circuito positivo di classe dirigente, che implica responsabilità e controllo, l’amministrazione è consegnata, anche questa volta, a gruppi limitati e spesso rapaci, con orizzonti di breve periodo, di cui gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti: il fallimento della società civile.

Il rimedio c’è è sta nel tessuto sociale ed economico logorato. Un tessuto che può apparire sfilacciato, ma che ha grandi doti nascoste che si possono ritrovare rilanciando un orizzonte civico. Chi può oggi nella società crotonese rilanciare un orizzonte civico? Le forze politiche, se non si sono rigenerate in questi anni, non hanno ne la forza, ne le competenze; le associazioni sociali, purtroppo, si sono appiattite alla logica dei partiti politici e non hanno incisività. Altri soggetti locali, che agiscono a vari livelli e comparti, si devono mettere in gioco e lanciare, per esempio, una sfida nazionale con una serie di manifestazioni di interesse rivolte a progetti di investimento per riqualificazione industriale e recupero ambientale dell’ exarea di crisi di Crotone.

Il nuovo Sindaco dovrà osare e lanciare un Accordo di Programma per la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale dell’area di crisi industriale complessa di Crotone. Un futuro Sindaco che abbia il coraggio di lanciare e promuovere una “call” per manifestazioni di interesse ad investire nell’area di crisi con l’obiettivo di definire i fabbisogni di sviluppo dell’area. Un futuro Sindaco che abbia il coraggio di guardare al futuro di nuove iniziative imprenditoriali, da localizzare nell’area di crisi industriale, finalizzate alla realizzazione di programmi di investimento e sviluppo occupazionale, investimenti produttivi di riconversione e progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Un futuro Sindaco che sappia rilanciare l’iniziativa pubblica sociale e imprenditoriale, rendendosi disponibile ad una intrapresa di servizio, concreta promozione della soggettività della società, creando un nuovo modello di classe dirigente.

*sociologo economista


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