Nella giornata di oggi, mercoledì 1 ottobre, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno eseguito tra le province di Messina e Crotone una confisca di beni nei confronti di una coppia di coniugi, sospettati di appartenere alla famiglia mafiosa della popolosa cittadina siciliana.
I beni cautelati
Il provvedimento ha interessato in particolare due società edili, dieci veicoli (compresi dei mezzi d’opera), un’abitazione residenziale e dieci terreni, per un valore complessivo stimato intorno ai sei milioni di euro.
La misura patrimoniale scaturisce dalle indagini, complesse e approfondite, che già nel 2018 avevano portato all’operazione Gotha IV, con 29 arresti tra capi e affiliati del clan.
L’operazione – che risale al gennaio di quell‘anno – aveva fatto emergere delle pesanti accuse come associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e trasferimento fraudolento di valori, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Le indagini
Le successive indagini economico-finanziarie, affidate alla Dia e ai Carabinieri, hanno rilevato un patrimonio accumulato in modo ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dai due coniugi.
Secondo gli inquirenti, i destinatari della confisca avevano imposto un sistema di estorsioni a imprese impegnate in lavori pubblici, costringendole a cedere quote societarie intestate fittiziamente a terzi per eludere le misure di prevenzione e continuare a percepire gli utili. Già nel marzo 2018 gli stessi beni erano stati oggetto di un decreto di sequestro preventivo.































