Tutti assolti “perché il fatto non sussiste”, riservandosi i canonici 90 giorni per il deposito delle motivazioni. È questa la decisione del Tribunale collegiale di Lamezia Terme (Angelina Silvestri Presidente, Rosario Aracri e Sabrina Marasco a latere) a carico di tutti gli imputati a processo, in primo grado, per estorsione pluriaggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare i Giampà, nota cosca di ‘ndrangheta della città della Piana. Si tratta, in particolare, di Giuseppe e Aldo Notarianni, Carmen Bonafè, Pasqualina Bonaddio e Giuseppina e Rosa Giampà.
L’istruttoria
Lunga e articolata l’istruttoria che ha portato al verdetto e che ha visto avvicendarsi sul banco quasi tutti i collaboratori di giustizia del lametino, oltre ai carabinieri appartenenti al Nucleo Investigativo locale.
L’Ufficio di Procura ha depositato tutte le sentenze pronunciate nel corso degli anni rispetto alle cosche del comprensorio, e quelle che hanno ritenuto credibili gli stessi collaboratori sentiti oggi.
La richiesta
Al termine, l’accusa, rappresentata dal Pm della Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha chiesto la condanna a 9 anni e 4 mesi per di tutti e sei gli imputati. Dopo gli interventi delle rispettive difese, la Camera di Consiglio e la decisione dei giudici.































