Sotto la cupola stellata del Planetario Metropolitano Pythagoras, il confine tra banchi di scuola e mondo reale si fa sottile. Mentre procedono le attività del Premio Cosmos, si sono appena conclusi i percorsi che hanno visto protagonisti i ragazzi del Liceo Classico Tommaso Campanella e degli scientifici Alessandro Volta e Leonardo Da Vinci. Non si è trattato di semplici lezioni, ma di un viaggio immersivo durato 40 ore, dove la teoria ha lasciato spazio all’esperienza diretta.
La scuola cambia volto
Tutto nasce da una svolta normativa importante. Con il decreto legge 9 settembre 2025 numero 127, i vecchi percorsi per le competenze trasversali sono diventati Formazione Scuola Lavoro. L’obiettivo è di creare un legame solido tra le aule e le professioni di domani.
Gli studenti reggini hanno affrontato diverse fasi, partendo da una valutazione delle proprie abilità per arrivare a laboratori pratici e verifiche finali, testando sul campo la propria autonomia operativa e la capacità di risolvere problemi complessi.

Scienza e radici storiche
Le attività non si sono limitate alle tecnologie del Planetario. I ragazzi hanno varcato anche le soglie del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per riscoprire come gli antichi guardavano il cielo.
Fondamentale è stata la presenza della Società Astronomica Italiana, la più antica associazione scientifica d’Europa. Grazie alla sua direzione scientifica, i giovani hanno avuto accesso a contenuti di altissima qualità, trasformando il Planetario in un’infrastruttura strategica capace di combattere la povertà educativa e formare cittadini più consapevoli.
Tecnologia e collaborazione
Lavorando in piccoli gruppi, gli allievi hanno imparato a usare software specialistici e strumenti multimediali avanzati. L’astronomia è diventata il ponte perfetto tra scienza e discipline umanistiche, offrendo una visione d’insieme del sapere.
Questa esperienza è stata una vera palestra di vita e di lavoro, dove il rigore metodologico si è unito alla passione per la comunicazione scientifica.
Il Planetario si conferma così un modello virtuoso, capace di trasformare lo studio delle stelle in un’opportunità concreta per il futuro delle nuove generazioni.































