Nel Consiglio comunale di Crotone la politica ha ormai superato la fase liquida ed è entrata direttamente in quella migratoria. Non siamo più davanti a semplici cambi di gruppo, riposizionamenti o riflessioni amministrative. Siamo nel pieno di una transumanza istituzionale, che non accenna ad arrestarsi, con Consiglieri che passano da una sigla all’altra con la naturalezza delle pecore che cambiano pascolo, salvo poi spiegare ogni volta che lo fanno – manco a dirlo – per “il bene di Crotone”.
» di U Mischeddrusu
La formula è ormai talmente abusata da meritare il pensionamento anticipato. Perché a Crotone, appena qualcuno lascia un gruppo per fondarne un altro, non lo fa mai per ambizione personale, per visibilità, per pesare di più negli equilibri interni o per sedersi in qualche commissione supplementare.
No! Lo fa sempre per la città. Per i cittadini. Per il futuro. Per i bisogni della comunità. Per la visione. Per il territorio. Per tutte quelle nobili parole che, a forza d’esser ripetute, finiscono per sembrare come la carta regalo con cui s’incarti qualcosa di molto meno presentabile.
Crotone, il Consiglio e la tradizione del salto della quaglia. La transumanza, sai, è come il vento!

Anche le migrazioni, quando istituzionali, hanno bisogno del timbro
L’ultimo spostamento porta la firma dei consiglieri comunali di maggioranza Vittorio Masotta e Maurizio Cimino, eletti con “Valorizziamo Crotone” e oggi promotori della nuova componente consiliare “Civica Crotone”.
Una nascita ufficializzata con tanto di lettera protocollata indirizzata al presidente del Consiglio Comunale, al sindaco e al segretario generale. Perché anche le migrazioni, quando sono istituzionali, hanno bisogno del timbro.
I due consiglieri hanno spiegato che la loro decisione nasca dalla volontà di avviare un nuovo “tragitto politico-amministrativo” fondato su principi e obiettivi comuni.
Una definizione impegnativa, solenne, quasi epica. Peccato che, spostandosi dal linguaggio da comunicato stampa a quello di strada pare risuonare pressappoco così: eravamo in un gruppo civico, adesso siamo in un altro gruppo civico, ma tranquilli, restiamo dove eravamo. Un capolavoro di immobilismo dinamico.
Perché Masotta e Cimino non abbandonano la maggioranza del sindaco Vincenzo Voce. Non rompono, non contestano, non denunciano divergenze programmatiche, non segnalano fratture politiche insanabili. Restano nella stessa area, nello stesso perimetro, nella stessa maggioranza.
Qualche metro quadrato in più di agibilità politica. E, magari, qualche sedia
Cambia solo la targa sulla porta. Una sorta di trasloco da una stanza all’altra dello stesso palazzo, con la differenza che nel frattempo si può forse ottenere qualche metro quadrato in più di agibilità politica. E magari anche qualche sedia in più nelle commissioni. Chissà!
Già, le commissioni. Quel dettaglio che nei comunicati ufficiali non compare mai con la stessa enfasi riservata al “bene della città”, ma che nella vita reale delle Civiche Assisi, pesa. Eccome.
Perché la moltiplicazione dei gruppi non produce soltanto nuove sigle, nuovi capigruppo e nuove dichiarazioni di intenti: può produrre anche più presenze, più rappresentanza negli organismi interni, più gettoni, più occasioni di partecipazione retribuita. Insomma, più “servizio alla comunità”, naturalmente. Con ricevuta.
E allora il dubbio è legittimo: siamo davvero davanti a una nuova fase politica o a una più prosaica riorganizzazione del pascolo istituzionale? La domanda è cattiva, certo. Ma è la politica crotonese ad averla resa inevitabile.

Allora cosa cambia davvero? Il nome? La casella? Il peso interno?
A mettere il dito nella piaga è stato Alberto Laratta, capogruppo di “Valorizziamo Crotone”, che ha espresso “profondo rammarico” e “ferma riprovazione” per una scelta definita incomprensibile. Laratta ha spiegato che avrebbe potuto comprendere l’uscita da un gruppo civico per aderire a un partito politico. Ma che lasciare un gruppo civico per crearne un altro appaia, francamente, un esercizio di equilibrismo semantico: come cambiare marca d’acqua minerale sostenendo di aver cambiato dieta.
Il punto è tutto qui. Se non cambiano la collocazione politica, la linea amministrativa, il giudizio sulla maggioranza, il rapporto con il sindaco, le priorità programmatiche e nemmeno la grammatica dei comunicati, cosa cambia davvero? Il nome. La casella. Il peso interno. E, forse, la possibilità di sedersi più spesso attorno a certi tavoli.

La maggioranza assomiglia sempre meno a una squadra e sempre più a un mosaico
Laratta parla di rischio frammentazione, di assenza di un vero confronto politico, di mancanza di motivazioni programmatiche chiare. E difficilmente si può dargli torto. Perché in questa nuova stagione consiliare sembra che l’identità politica sia diventata un capo d’abbigliamento double face: lo si indossa da un lato o dall’altro a seconda della temperatura interna alla maggioranza.
Il fenomeno, peraltro, non nasce oggi. Altri cambi di casacca avevano già animato la scena, come nei casi di Flotta e Familiari, sui quali era intervenuto direttamente il sindaco Voce. Ora il copione si ripete con Masotta e Cimino.
E mentre tutti assicurano compattezza, fedeltà e spirito costruttivo, la maggioranza assomiglia sempre meno a una squadra e sempre più a un mosaico composto da tessere che ogni tanto decidono di ridisegnare da sole il bordo.
E potrebbe non essere finita! Secondo quanto paventato in un’interrogazione del gruppo Pd sullo stato della maggioranza, ci sarebbero altri trasferimenti in itinere: tra questi quello della consigliera Fabiola Marrelli e addirittura del vicesindaco Sandro Cretella verso Casa Riformista-Italia Viva.
Se così fosse, più che un Consiglio comunale avremmo una sala d’attesa di coincidenze politiche, con consiglieri in partenza, assessori in transito e gruppi in formazione continua.
L’interrogazione del Pd, accettata all’unanimità come punto aggiuntivo nella seduta di lunedì, non è stata però discussa. Colpa del regolamento: le interrogazioni vanno trattate nella prima ora di seduta, già consumata da altri argomenti.
Anche qui la metafora è perfetta: a Crotone si cambia gruppo con puntualità svizzera, ma quando si deve discutere del perché, improvvisamente manca il tempo.
Flotta e Familiari abbracciano Vannacci, la transumanza arroventa l’agosto crotonese
Si potrebbero installare all’ingresso del Comune i girelli, come allo stadio
Intanto, i cittadini assistono. E tentano di capire. Non sempre ci riescono, anche perché serve ormai una mappa aggiornata dei gruppi consiliari, possibilmente con legenda, frecce colorate e aggiornamento in tempo reale.
Chi era con chi? Chi è uscito da dove? Chi resta in maggioranza ma cambia sigla? Chi fonda cosa? Chi valorizzava Crotone ieri e oggi la rende civica? Chi domani sarà riformista, indipendente, federato, aggregato, associato o semplicemente “responsabile”?
La verità è che questa girandola rischia di trasformare il Consiglio comunale in un luogo dove l’identità politica dura meno di una convocazione di commissione. E dove ogni passaggio viene accompagnato dal solito refrain: “lo facciamo per Crotone”.
Certo. Come no. Solo che, a forza di sentirlo, viene il sospetto che la città pitagorica sia diventata l’alibi perfetto per ogni riposizionamento, ogni calcolo, ogni piccolo vantaggio di bottega.
Per questo, forse, sarebbe il caso di prendere atto della nuova vocazione dell’ente e adeguare anche l’arredo istituzionale. Visto il continuo andirivieni tra gruppi, componenti, sigle e approdi provvisori, si potrebbe installare all’ingresso del Comune un sistema più adatto ai tempi: i girelli, come allo stadio.
Così, almeno, il passaggio da un gruppo all’altro sarebbe più ordinato, anche tracciabile e magari anche conteggiato. Una tessera, un bip, una nuova appartenenza. Ingresso da “Valorizziamo Crotone”, uscita da “Civica Crotone”, eventuale coincidenza per “Casa Riformista – Italia Viva”. Per i più indecisi, corsia preferenziale.
E chissà, magari, alla fine del mese, insieme al riepilogo delle presenze in commissione, si potrebbe stampare anche il report dei transiti. Sarebbe un atto di trasparenza. Finalmente concreto. Finalmente misurabile. Finalmente utile ai cittadini.
Altro che bene di Crotone: qui il vero progetto politico sembra essere diventato di valorizzare il movimento: soprattutto in entrata e in uscita.
































