“Ricostruzione falsa”: Cotronei 2030 difende sindaco Ammirati sul Borgo della Musica

in Attualitàprovincia di Crotone
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“Quando il nome di un primo cittadino finisce tra le righe di un’inchiesta giudiziaria, il rischio che il racconto dei fatti perda aderenza con la realtà è sempre dietro l’angolo. È quanto accaduto nelle ultime ore a Cotronei, dove le notizie apparse su diverse testate locali circa il rinvio a giudizio del sindaco Antonio Ammirati(QUI) e le presunte irregolarità legate al progetto del “Borgo della musica rock” hanno sollevato un polverone mediatico“. Un quadro accusatorio che, secondo il movimento politico “Cotronei 2030”, sarebbe stato restituito all’opinione pubblica in maniera distorta e fuorviante.

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L’origine dell’accusa

Per fare luce su una vicenda complessa, il movimento ha deciso di intervenire pubblicamente con una nota di chiarimento, distinguendo nettamente le varie posizioni processuali.

“Al centro dell’attenzione non c’è alcuna truffa contestata al primo cittadino, bensì un’ipotesi di falso ideologico. L’episodio contestato ad Ammirati – in concorso con il responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ingegner Gaetano Scavelli – riguarda la sottoscrizione di una richiesta di proroga dei termini per il finanziamento dell’opera. In quel documento si attestava che lo slittamento dei tempi era stato causato dalla temporanea sospensione dei lavori disposta dalla Soprintendenza ha sottolineato il gruppo.

I ruoli di Soprintendenza e Comuni

Dal punto di vista della difesa e di “Cotronei 2030”, la richiesta inviata non faceva altro che rispecchiare lo stato reale dei fatti: la sospensione dell’ente di tutela c’era stata e l’iter seguito si era dimostrato corretto. Tant’è che la stessa Soprintendenza, in un secondo momento, aveva revocato il provvedimento ostativo rilasciando il proprio nulla osta.

Una concessione di proroga, peraltro, analoga a quelle ottenute da numerosi altri enti locali in situazioni simili, che ora la difesa del sindaco si appresta a documentare nei dettagli davanti ai giudici nei prossimi mesi di dibattimento.

Un’opera restituita alla comunità

“Sullo sfondo di questa battaglia legale e mediatica resta il dato concreto di un cantiere giunto al termine. L’infrastruttura del Borgo della musica rock non è rimasta una cattedrale nel deserto, ma è un’opera compiuta e oggi pienamente accessibile ai cittadini di Cotronei“. Un risultato che il movimento rivendica con forza, chiedendo rispetto per le istituzioni e un’informazione che sappia attenersi alla precisione dei fatti, senza cedimenti a ricostruzioni affrettate.

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