‘Ndrangheta: condannati familiari ex testimone giustizia Cacciola

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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La Corte d’assise di Palmi, nel Reggino, ha condannato i familiari dell’ex testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola, morta suicida il 20 agosto 2011. La Corte ha condannato il padre di Maria Concetta, Michele Cacciola a 6 anni di carcere, il fratello Giuseppe a 5 e la madre Rosalba Lazzaro a 2. I tre sono stati riconosciuti colpevoli solo di violenza e non anche di minacce che hanno portato al suicidio, come ipotizzava la procura di Palmi. Procura che aveva chiesto per i tre imputati di Rosarno, legati alla cosca Bellocco, 21 anni di carcere.

La Corte d’assise di Palmi, presieduta da Silvia Capone, ha recepito solo in parte l’impianto accusatorio portato in aula dalla procura di Palmi, diretta da Giuseppe Creazzo, ma ha comunque invitato l’ufficio inquirente a continuare le indagini sulla morte dell’ex testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola. La donne si è suicidata il 20 agosto 2011 ingerendo acido muriatico. La Corte ha inviato gli atti alla procura per indagare su altre ipotesi di reato ancora più gravi: l’omicidio e le minacce che i tre familiari imputati nel processo – Michele, Giuseppe Cacciola e Rosalba Lazzaro – avrebbero perpetrato nei confronti di Maria Concetta per ritrattare le dichiarazioni rese all’antimafia di Reggio Calabria.

Reato, quest’ultimo, aggravato dall’avere cercato di favorire una cosca di ‘ndrangheta, in particolare quella dei Bellocco di Rosarno, famiglia con la quale i Cacciola sono imparentati. (AGI)

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