Bonifica Crotone, Commissario: “i rifiuti non si lasceranno a due passi dall’Esaro”

in Infrastruttureprovincia di Crotone
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I cittadini di Crotone devono pretendere, in diritto, che il milione di rifiuti pericolosi e non venga rimosso al più presto e in modo tecnicamente sicuro, dalla spiaggia antistante il mare, nell’ex area industriale, e che venga conferito nelle discariche pubbliche o private autorizzate.

È quanto sostiene Emilio Errigo, Commissario Straordinario Delegato di Governo del SIN CrotoneCassano e Cerchiara secondo il quale gli impianti di trattamento e conferimento dei rifiuti solidi e liquidi, devono essere costruiti a norma di legge: “devono essere collaudati, certificati, controllati e sorvegliati per la salute della popolazione residente o dimorante temporaneamente in quei luoghi”.

“Bisogna comprendere – prosegue il commissario – che gli impianti di trattamento e depurazione dei rifiuti liquidi e solidi urbani, industriali e ospedalieri, i termo inceneritori e valorizzatori, autorizzati e certificati sicuri, presenti sul territorio sul territorio italiano, della Calabria e di Crotone, servono proprio a questo fine; quello di non lasciare tali materiali incustoditi, abbandonati in modo incontrollato e pericoloso per l’ambiente e per chi in quell’ambiente vive”.

“Per la scienza dell’Economia Circolare, non esistono i rifiuti, ma solo i residui dei processi di produzione industriale e i residui dei processi di consumo, da valorizzare e trasformare in sottoprodotti energetici sostenibili ai fini ambientali per la biodiversità e gli ecosistemi” evidenzia ancora Errigo.

“Realizzare abusivamente micro o grandi depositi incontrollati di rifiuti solidi urbani e industriali, in mezzo ai terreni agricoli, ai margini delle carreggiate stradali, vicino alla spiaggia e rive dei fiumi, non è una pratica condivisibile, degna delle persone e società civili” sbotta il commissario, evidenziando checosì come i malati vanno curati e assistiti nelle strutture sanitarie e ospedaliere pubbliche e private che siano, i rifiuti liquidi e solidi, urbani e industriali, pericolosi e speciali, pericolosi con e senza Tenorm e Amianto, devono essere conferiti nelle infrastrutture di trattamento e conferimento sicuri, autorizzate a norma di legge. Tutto questo dovrebbe sembrare ovvio, ma spesso non lo è!”

“Tutti vorrebbero che i rifiuti, residui dei prodotti alimentari di consumo e scarti residuali dei processi imprenditoriali, aziendali e industriali, venissero trasferiti in luoghi lontani dalla propria casa. Quest’effetto, detto “nimby”, conseguenza di un naturale dissenso psicologico dell’essere umano di allontanare rischi e pericoli più lontani possibili dalla propria casa e territorio, va bilanciato ponendosi questa domanda: che fare dei rifiuti assoggetti alla raccolta differenziata, delle acque reflue urbane e industriali contaminate prodotti nel proprio territorio?” si domanda poi Errigo.

Per il commissario Sin, occorre decidere e ragionare assieme,con spirito costruttivo e per l’esclusivo bene dei cittadini di Crotone e dintorni, su quale sia o possa essere l’alternativa agli attuali sistemi di trattamento, depurazione e conferimento, dei residui delle attività industriali, commerciali, aziendali, imprenditoriali, lavorativi, casalinghi, (c.d. beni economici circolari) da valorizzare a beneficio dell’ambiente, della biodiversità e gli ecosistemi a difesa e garanzia delle generazioni future”.

Meglio contenere il rischio con il conferimento in discariche autorizzate e controllate o lasciare, a due passi dal mare, tonnellate di rifiuti pericolosi che da decenni, incontrollati, contaminano gli ecosistemi e danneggiano la salute umana?”, conclude Errigo.

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