Economia stagnante, Legacoop a Governo: basta spot, rilanciare la domanda interna

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«Viviamo in un Paese che si misura con aumenti del PIL dello 0,1%, di fatto un’economia stagnante in un contesto di assenza di politiche industriali. I dazi statunitensi stanno già producendo effetti negativi sull’export, rendendo ancora più urgente l’adozione di politiche e investimenti capaci di rilanciare la domanda interna, anche guardando ad esperienze positive come quelle realizzate, qui al Sud, grazie al Pnrr».

A parlare è Gianmaria Balducci, presidente di Legacoop Produzione e Servizi e l’occasione è stata l’Assemblea nazionale dell’associazione, tenutasi per la prima volta nel Mezzogiorno, nella sede della Cooperativa Progresso e Lavoro di Polistena, in Calabria.

Il focus sulla Calabria

L’associazione lancia un segnale politico e strategico: investire sul Sud è cruciale per il futuro del Paese. I dati mostrano infatti un Mezzogiorno in controtendenza rispetto al resto d’Italia: tra il 2022 e il 2024 il PIL del Sud è cresciuto dell’8,6%, con uno scarto di tre punti percentuali rispetto al Centro-Nord (5,6%). Un risultato trainato dagli investimenti del Pnrr e dalle opportunità della ZES Unica, che ha già attivato oltre 8,5 miliardi di euro.

«L’appuntamento di oggi è sicuramente importantissimo perché rappresenta l’attenzione che Legacoop nazionale sta riconoscendo a questo territorio e al nostro movimento cooperativo», ha detto il presidente di Legacoop Calabria, Lorenzo Sibio.

Sibio che ha sottolineato come la cooperazione si stia consolidando nel Sud, proponendosi come sistema d’impresa in grado di arginare i deficit economici e sociali del territorio.

> Lorenzo Sibio

Il confronto politico

Legacoop Calabria chiede quindi un confronto politico con il nuovo governo regionale per riconoscere il lavoro della cooperazione, e sollecita l’adeguamento urgente della legge regionale sulla cooperazione, risalente al 1978.

In Calabria, ha spiegato Maurizio De Luca, coordinatore regionale di Legacoop Produzione e Servizi, «il comparto Produzioni e Servizi è un comparto storico, solido, con cooperative patrimonializzate con strutture serie che sono soprattutto un presidio di legalità». Queste realtà, che impiegano in media 30 o 40 tra dipendenti e soci lavoratori, «negli anni hanno subito diversi attentati e intimidazioni mafiose a cui hanno risposto con un solo strumento: il lavoro e l’onestà».

La sviluppo reale

Andrea Laguardia, direttore di Legacoop Produzione e Servizi, ha rimarcato invece che «i segnali positivi che arrivano dall’economia del Sud indicano chiaramente la rotta da seguire per far crescere l’economia del Paese».

Per creare nuova occupazione e difendere il potere d’acquisto, secondo il dirigente serve sviluppo reale e maggiore produttività, altrimenti gli aumenti salariali sono erosi rapidamente dall’inflazione.

La cooperazione di lavoro – è stato ribadito – è pronta a intercettare le opportunità e chiede al Governo di fare la propria parte: aumentare gli investimenti, ridurre i gap infrastrutturali tra Nord e Sud e rilanciare la domanda interna, a partire dal public procurement.

Nonostante un quadro economico generale segnato da bassa crescita e incertezze, il sistema cooperativo di Legacoop – con oltre 2300 tra cooperative e consorzi, 138 mila addetti e un valore della produzione di oltre 182 miliardi di euro – dimostra capacità di tenuta e stabilità occupazionale.

> Simone Gamberini e Lorenzo Sibio

Gli interventi urgenti

Per Legacoop serve quindi un cambio di rotta con interventi mirati, oltre le misure straordinarie. In primo luogo, è urgente intervenire sulla revisione prezzi negli appalti pubblici, introducendo in via permanente meccanismi automatici di aggiornamento.

Occorre poi rendere stabile la decontribuzione per il Sud, sbloccando la misura e includendo le cooperative labour intensive. Altro punto cruciale: istituire un fondo per la revisione dei contratti con la pubblica amministrazione, sul modello di quello per i lavori pubblici.

Inoltre, è necessaria la semplificazione normativa per la promozione cooperativa al Sud e, per il settore dei lavori, è prioritario prorogare il meccanismo del Decreto Aiuti per tutto il 2026 e rifinanziare il fondo per il caro materiali per evitare il blocco dei cantieri Pnrr.

«Le nostre cooperative – ha osservato in chiusura Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoopconfermano il loro impegno di promozione dello sviluppo e di tutela del lavoro buono nei territori, compreso il Sud».

Gamberini ha ribadito che l’impatto stimabile dell’aumento dei dazi verso gli Usa sul PIL è di -0,5 punti percentuali nell’arco di due anni, richiedendo perciò «interventi coraggiosi per sostenere la competitività delle cooperative e di tutte le imprese italiane, ad esempio su costi dell’energia nettamente superiori rispetto a quelli di altri paesi».

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