Il piano di riqualificazione ambientale avviato nel quartiere Ferrovieri-Pescatori di Reggio Calabria ha innescato una forte reazione da parte dei residenti e degli operatori economici locali. Al centro della contestazione vi sono gli interventi in corso su viale Galileo Galilei, finanziati tramite i fondi comunitari del programma Pon Metro Plus e coordinati dal settore Ambiente del Comune per la creazione di nuove aree a verde. Il Comitato di quartiere, presieduto da Filomena Malara, ha avanzato una formale richiesta di sospensione cautelativa del cantiere, sollecitando l’apertura immediata di un tavolo di concertazione con l’Amministrazione comunale e con l’equipe dei progettisti per valutare l’impatto delle opere sulla vivibilità della zona.

Mancanza di trasparenza e informazioni
La principale rimostranza espressa dalla rappresentanza cittadina riguarda il mancato coinvolgimento della popolazione nelle fasi preliminari di studio del progetto. Nonostante le interlocuzioni avviate fin dal mese di novembre del duemilaventitré con i rappresentanti municipali del tempo, ai cittadini non è mai stata offerta la possibilità di visionare gli elaborati tecnici per formulare osservazioni o varianti migliorative.
L’avvio delle attività, avvenuto circa un mese fa, è stato inoltre caratterizzato dall’assenza della cartellonistica di cantiere obbligatoria per legge, una mancanza che ha generato incertezza tra gli abitanti, molti dei quali avevano inizialmente attribuito gli scavi a interventi di manutenzione della rete elettrica.
La viabilità stradale e la riduzione dei parcheggi
Le preoccupazioni tecniche sollevate da Filomena Malara si concentrano sulle modifiche strutturali previste per l’asse viario, che vedrà la realizzazione di aiuole sul lato monte e di un cordolo continuo sul lato mare a delimitazione della corsia preferenziale per i bus. Secondo il Comitato, il restringimento della carreggiata stradale rischia di paralizzare il traffico su un’arteria già congestionata e percorsa dai mezzi pubblici in entrambi i sensi di marcia.
La nuova conformazione geometrica potrebbe ostacolare il transito dei mezzi di soccorso e dei veicoli per la raccolta dei rifiuti, riducendo sensibilmente gli stalli di sosta per le auto e creando potenziali problemi di igiene urbana in caso di carente manutenzione delle aiuole.

Le perplessità sulle barriere architettoniche
Un altro punto critico del progetto è rappresentato dalla barriera fisica costituita dai cordoli continui, considerati un potenziale ostacolo per la mobilità dei pedoni, dei passeggini e delle persone in carrozzina, costretti a percorsi più lunghi per raggiungere le strisce pedonali. Si registrano inoltre disagi legati all’accessibilità delle proprietà private, a causa del diniego ricevuto da alcuni residenti in merito al mantenimento dei varchi per l’ingresso ai garage.
I tentativi di mediazione promossi dal Comitato con l’architetto Maria Siclari, referente del progetto, e con l’agronomo Valenzise non hanno finora prodotto l’ostensione dei documenti, a causa del mancato riscontro da parte del responsabile unico del procedimento Vincenzo Cotroneo.
Il sopralluogo istituzionale e le reali priorità
La protesta è approdata sul piano istituzionale a seguito di un sopralluogo effettuato insieme alla neo presidente della circoscrizione, l’avvocato Caterina Pitasi. La rappresentante circoscrizionale ha garantito il proprio interessamento per avviare un canale di comunicazione con gli uffici tecnici del Comune e portare la discussione in seno al Consiglio di circoscrizione.
In conclusione, Filomena Malara ha tenuto a precisare che la cittadinanza non è contraria all’incremento del patrimonio arboreo, ma ritiene prioritario risolvere le emergenze storiche del territorio, quali il dissesto dei marciapiedi, le buche stradali, le carenze del sistema di deflusso delle acque meteoriche e il chiarimento sul presunto definanziamento dei fondi Pinqua per l’edilizia sociale.































