Spari P.Chigi: Preiti in due anni ha telefonato solo a familiari

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Quelle poche telefonate, che ha fatto o ricevuto negli ultimi due anni, hanno riguardato soltanto l’entourage familiare, soprattutto il figlio minorenne che vive con la ex moglie e il fratello che risiede in un’altra città. Ha rivelato ben pochi segreti l’analisi dei tabulati telefonici del cellulare utilizzato da Luigi Preiti, il disoccupato calabrese che il 28 aprile scorso, il giorno dell’insediamento del governo Letta, fece fuoco contro alcuni carabinieri in servizio davanti a Palazzo Chigi, ferendone uno in modo particolarmente grave.

Quell’accertamento tecnico sul telefono di Preiti, disposto per scrupolo dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal pm Antonella Nespola con un arco temporale di indagine sufficientemente ampio, era finalizzato a capire se Preiti avesse qualche complice nell’azione di Palazzo Chigi, ipotesi peraltro esclusa dallo stesso attentatore quando è stato sentito dai magistrati a poche ore dall’arresto. Dunque, nessun mandante, nessun suggeritore e, almeno stando a quelle telefonate, nessun input proveniente da ambienti della criminalità organizzata.

Le indagini, comunque, procedono per stabilire la provenienza della pistola Beretta 7.65, utilizzata dal disoccupato calabrese. Anche se l’abrasione del numero di matricola dell’arma appare eseguita in profondità, gli esperti del Racis sperano, attraverso un’altra metodologia di indagine, di arrivare alla soluzione del caso. (AGI)

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